CBD e fibromialgia: i benefici contro il dolore

Le ricerche sugli effetti benefici del CBD si sono intensificate, e hanno prodotto risultati sicuramente interessanti e incoraggianti. Tra questi è stato ad esempio dimostrato che il CBD può rappresentare un’alternativa naturale e sicura ai trattamenti farmacologici per contrastare il dolore cronico, quindi anche per ridurre quella che è l’infiammazione generata dalla fibromialgia.

Dobbiamo chiarire che per questa patologia non esiste purtroppo, allo stato attuale delle cose, una cura, e che colpisce circa il 2% della popolazione. Ma vediamo insieme quali sono i benefici contro il dolore da fibromialgia possibili grazie al CBD.

Fibromialgia: cos’è?

Prima di comprendere quali sono i benefici contro il dolore da fibromialgia possibili grazie al CBD, è opportuno comprendere cosa sia esattamente questa patologia. Parliamo di una malattia cronica non mortale, ma con un impatto davvero enorme sui soggetti che ne soffrono, sia a livello fisico che sotto l’aspetto sociale. La fibromialgia provoca dolori diffusi accompagnati da sintomi come depressione, insonnia, stanchezza, e problemi di memoria.

Nello sviluppo di questa malattia, gioca un ruolo davvero determinante lo stress. Gli scienziati hanno infatti evidenziato che l’asse “ipotalamo-ipofisi-surrene”, e quello che è il sistema nervoso simpatico risultano alterati nei soggetti affetti dalla patologia. In parole povere, parliamo degli elementi più importanti che permettono di controllare le reazioni fisiologiche dovute allo stress.

Quando in questo sistema è presente una disfunzione, diventa dunque più difficile gestire correttamente una situazione di stress. L’effetto collaterale più “comune” in questo caso, è proprio un dolore diffuso e cronico, come quello causato dalla fibromialgia. Ogni soggetto mostra dei sintomi differenti in questa patologia, in alcuni casi di lieve entità, in altri decisamente più importanti.

In alcune situazioni tali sintomi possono anche scomparire per un determinato periodo di tempo, da alcune settimane fino a qualche anno, ma prima o poi torneranno a riaffiorare. ad ogni modo i più frequenti sono sicuramente il dolore diffuso, una sensazione di forte affaticamento, una particolare sensibilità a caldo, freddo, odori e luce, il sonno irregolare, ed altri ancora.

Molto spesso i soggetti soffrono di mal di testa e forti emicranie, di depressione e ansia, di problemi alla pelle, della sindrome dell’intestino irritabile, o di quella della vescica dolorosa. Allo stato attuale delle cose non sono ancora ben chiare le cause della malattia, ma alla base sembrano esserci fattori genetici, lesioni, malattie pregresse, stress fisici ed emotivi. Infine, alcuni fattori come fumo, stress e sovrappeso, possono acuire i dolori.

Fibromialgia: come trattarla, anche con il CBD

La fibromialgia è piuttosto complessa da trattare, proprio perché si presenta in maniera differente a seconda del soggetto che ne viene colpito, e anche per la varietà delle cause. Spesso infatti, per scoprirle occorre parecchio tempo, numerosi tentativi ed altrettante visite mediche. Chiaramente l’attenuarsi dei sintomi dipende dal giusto equilibrio che è necessario trovare tra il trattamento farmacologico, ed un sano stile di vita.

Le terapie più comuni per contrastare la fibromialgia sono di natura fisica, psicoterapica e occupazionale. Nel primo caso si parla di migliorare la forza muscolare per ridurre il dolore. La psicoterapia permette di allenare la resilienza allo stress. Nel terzo caso il terapista invece può apportare delle modifiche all’attività lavorativa del soggetto, così da semplificarne le attività.

Tra i farmaci più comuni utilizzati nel trattamento della fibromialgia troviamo gli antidolorifici, gli analgesici, gli antidepressivi, e gli antiepilettici. Ed è in questo preciso frangente che entra in campo il CBD. Tutti i farmaci elencati infatti, presentano notevoli effetti collaterali, dovuti anche al fatto che dovranno essere utilizzati sostanzialmente a vita. Ricordiamo infatti come non esista una cura definitiva per la fibromialgia.

Il CBD invece, grazie alla sua origine del tutto naturale, non presenta alcuna controindicazione. Il cannabidiolo infatti, viene estratto dalla canapa sativa, e a differenza dell’altro composto molto famoso, il THC, non presenta alcun effetto psicoattivo. Uno dei vantaggi primari del CBD quindi, è che a differenza dei farmaci, non provoca alcuna assuefazione, quindi non induce dipendenza.

I benefici del CBD contro il dolore da fibromialgia

Il CBD è un integratore davvero eccellente per quei soggetti che soffrono di questa malattia. Il beneficio primario risiede nella capacità che il CBD ha di regolarizzare il cosiddetto sistema endocannabinoide, che riveste un ruolo fondamentale proprio nella gestione dello stress. In parole semplici, il cannabidiolo calibra tale sistema, fornendo un aiuto per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Nel momento in cui si risponde più efficacemente allo stress, i sintomi della patologia si attenuano. Proprio per questo motivo possiamo paragonare il CBD ad un antinfiammatorio e ad un analgesico, perché la sostanza è in grado di attenuare l’infiammazione e quindi tutti quei dolori tipicamente legati alla malattia. La dose da assumere del cannabidiolo varia a seconda della persona, anche perché ogni soggetto risponde diversamente.

Il consiglio in questo caso è quello di partire con un dosaggio base, soprattutto se è la prima volta che si assume CBD. Ovviamente per comprendere meglio la situazione, è necessario seguire le istruzioni fornite a corredo del prodotto a base di CBD acquistato. In commercio possiamo trovare questa sostanza in più forme, dalle compresse, alle gomme da masticare, all’olio di CBD, ai semi, e persino nei liquidi delle sigarette elettroniche.

L’approccio ideale per assumere il CBD per i soggetti da fibromialgia, è quello di tenere un diario dove annotare i dosaggi, le tempistiche e i relativi sintomi. Solamente in questo modo è possibile stabilire con maggiore precisione il dosaggio migliore per la propria persona. Ad ogni modo, uno dei prodotti maggiormente utilizzati con questa patologia, è l’olio di CBD, grazie alla sua versatilità.

Innanzitutto parliamo di un prodotto che viene venduto con differenti percentuali di principio attivo, e che dunque permette una migliore gradualità dell’assunzione. In secondo luogo l’assunzione è molto semplice, dal momento che è sufficiente metterne qualche goccia sotto la lingua, o in alternativa applicarlo direttamente sulle zone interessate in cui si manifestano i dolori.

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